Perchè giocheremo in Coppa

In merito a quanto sta succedendo in questi giorni nel CSI di Mantova riguardante il calcio a 5 ed alle ormai appurate gravi violazioni e manomissioni avvenute con ogni probabilità all’interno del CSI stesso, poiché ci è stato chiesto di non giocare la semifinale di coppa esplicitiamo la nostra posizione come società.
Più di una volta in 20 anni di CSI abbiamo “denunciato” gestioni e situazioni che ci parevano più morbide nei confronti di alcune società e più “rigide” con altre: abbiamo sempre accettato il verdetto che esprimeva il campo perché prima di tutto siamo uomini di sport.
L’evidenza e la gravità dei fatti in questo caso ci porta a richiedere sanzioni nei confronti di chi si è reso colpevole di tale macchia ma vanno esplicitati alcuni distinguo
1) L’individuazione del colpevole o dei colpevoli non deve essere su base indiziaria ma al di là di ogni ragionevole dubbio poichè certamente le sanzioni saranno pesanti;
2) Apprezziamo il fatto che il CSI abbia avviato un’indagine interna, anche a fronte della mancanza di uno specifico reclamo;
3) La nostra posizione, peraltro ininfluente essendo stati eliminati in precedenza, non era favorevole alla sospensione del campionato: se già non avremmo fermato il campionato figuriamoci la Coppa che ha un regolamento peraltro ben distinto.
Riteniamo altresì che se si vuole giustizia bisogna essere i primi a rispettare i regolamenti e non fare o pretendere azioni e conseguenze che non sono da nessuna parte codificati: infatti a fronte di un mancato reclamo il CSI di Mantova non poteva “sospendere d’ufficio” il campionato come è stato richiesto.
Tutto ciò viene rafforzato dal fatto che l’ormai appurato broglio, pur rimanendo un atto gravissimo e da punire, non ha comunque inciso sulle squadre qualificate e sull’intera griglia dei quarti di finale.
Non vorremmo che una legittima richiesta di giustizia degenerasse come ci sembra stia accadendo in una sete di vendetta.
Non è ciò che cerchiamo e che vogliamo.

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6 comments

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    • Moro on 12 Aprile 2013 at 20:19

    Concordo con quanto scritto da Massimo.

  1. Vorrei dissentire non sul contenuto generale ma sulla specifica frase “ci è stato chiesto di non giocare”. Parlo a nome di tutte e 6 le società, e noi non abbiamo obbligato nessuno a non giocare (vedi la scelta autonoma dei giocatori del S.Giuseppe di Giovedì) e nemmeno chiesto esplicitamente a nessuno di farlo, abbiamo solo presentato delle documentazioni e poi ognuno ha preso la propria decisione in base alla propria coscienza! Per quanto riguarda il resto…chi l’ha vissuta in prima persona ha parecchi retroscena da raccontare…e non con sole parole ma con prove concrete!

    • Massimo on 13 Aprile 2013 at 13:07
      Author

    Caro Alex non ho mai scritto che qualcuno ci abbia “obbligato” a non giocare, però se permetti il contenuto dei miei colloqui lo conosco meglio di terze persone.
    Ma ripeto: nè ho mai scritto, nè neanche detto che qualcuno ci abbia “obbligato” o “indotto” a non giocare.
    Ci siamo trovati ad esplicitare la nostra posizione solo in quanto siamo stati chiamati in causa.
    Quando si usano delle frasi del tipo “se volete fare pulizia” oppure “finalmente un gesto concreto per uno sport pulito” come quelli usati in questi giorni legittimamente da chi aveva deciso di non scendere in campo, si deduce che chiunque non faccia quel gesto non voglia uno sport pulito.
    Il fatto di voler giocare non è un atteggiamento più “morbido” nei confronti di chi ha commesso errori: anzi il contenuto dell’articolo è tutt’altro.
    Personalmente non ritengo che si possa richiedere giustizia scavalcando i regolamenti vigenti, per quanto qualcuno (con tutta probabilità del CSI) possa aver fatto una cosa grave. Tutto qui.
    Credo altresì, al di là di prove, fatti ed episodi che la verità non stia completamente da una parte: io non ritengo di averla, ho solo un’opinione.
    Alle volte dall’esterno le cose si giudicano con maggior obiettività.
    E con il massimo rispetto di chi non la pensa come me.

  2. Non metto in discussione la scelta come specificato in precedenza, rispetto le idee di tutti e chiudo con una semplice domanda: “E se chi cerca di passare come visore delle regole e dello sport pulito in realtà è quello che lo sport lo rende sporco e alla fine con coperture varie rimane al suo posto?”

    • Massimo on 13 Aprile 2013 at 18:20
      Author

    Ottima domanda.
    Innanzitutto se così fosse sia giocare che non-giocare non cambierebbe le cose e quindi per me sempre meglio giocare e dare la parola al campo, visto che in questo caso, nonostante il grave fatto, per fortuna non sono stati inficiati risultati decisivi.
    Secondariamente il fatto che il CSI abbia fatto partire un’indagine interna anche a fronte di un’assenza di reclamo la trovo una garanzia positiva.
    Infine le società non possono sostituirsi ai giudici o chiedere, com’è stato fatto, pubblica gogna per il o i colpevoli.
    Se succederà quello che hai paventato con la tua domanda allora il prossimo anno come società valuteremo se proseguire o meno in un’ente dove potremmo non sentirci più rappresentati: ma ormai siamo al termine della stagione e credo sarebbe stato meglio terminarla sul campo.

    • Michele on 3 Maggio 2013 at 12:38

    La vostra scelta di giocare la finale è da rispettare, ma nonostante io mi occupi solo di basket, mi sento di consigliarvi di evitare qualsiasi forma di “esultanza pubblica” qualora vinceste questa sorta di farsa che sta facendo “sorridere” l’intera provincia di Mantova e non solo..

    https://www.youtube.com/watch?v=RmoPsJd70Ac

    Video come questi fanno capire che nel vostro campionato, la dignità personale è completamente sparita.

    Buon proseguimento.
    Michele

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